È legale la vendita della carne di struzzo

Carne di struzzo

Sono almeno 250 gli allevatori di struzzi in Italia, i più numerosi in Europa con i loro 5 mila capi. Alcuni ci hanno investito fino a 500 milioni, altri solo poche decine, molti sono piccoli allevatori, spesso imprenditori agricoli che hanno ripudiato bovini e suini e si sono innamorati degli struzzi.

Quali sono le regole da seguire e i passi da fare per diventare allevatori?

Ciò che occorre sottolineare è che non ci si improvvisa allevatori di struzzi e non sono stati ancora organizzati corsi di formazione. Prima di ogni decisione ci si può rivolgere all’ associazione o anche agli allevatori dove di solito si acquistano i capi, agli importatori, ai veterinari. Poi, si può partire gradualmente, anche con una sola famiglia composta da un maschio e due femmine. In questo caso, gli investimenti sono abbastanza limitati, non superiori ai 60/70 milioni.

Per ospitare gli animali è sufficiente un terreno anche scoperto, erboso, da recintare, dotato di abbeveratoi, mangiatoie e tettoie con un’ estensione di almeno 5/6 mila mq per famiglia, dotato anche di un magazzino per il foraggio e di locali al chiuso dove ospitare le uova e i pulcini da svezzare. Tutto il territorio nazionale, a detta degli esperti, e in particolare le zone più calde, sono ottimali per l’ allevamento. E tra i paesi europei l’ Italia offre le condizioni climatiche migliori insieme a Francia e Spagna. L’ investimento più consistente per chi inizia sono le incubatrici, dove le uova devono rimanere per ben 39 giorni e le schiuse, attrezzature indispensabili per affrontare i momenti più delicati dell’ intero ciclo riproduttivo, quelli in cui ci si gioca buona parte dei soldi investiti. E’ questo il momento dove si rischia di più. Perizia ed esperienza dell’allevatore, scrupolosa osservanza delle norme igieniche giocano un ruolo chiave.

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