Come cucinare la carne di struzzo

Come cucinare la carne di struzzo

I primi ad allevare gli struzzi furono gli inglesi, nel Sudafrica, inizialmente per ricavarne pelle e piume. Ben presto, però, si accorsero che lo struzzo dava ottime carni, magre e saporite, con un buon successo anche sul piano internazionale. Lo struzzo è un animale abbastanza semplice da allevare, e che le sue carni hanno avuto un successo crescente. Lo struzzo quindi ha iniziato a fare capolino anche negli allevamenti italiani, all’inizio degli anni ’90.

I dati più recenti parlano della presenza, sul suolo italiano, di oltre 40mila capi, distribuiti in circa 1400 allevamenti, con in testa Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia.  Lo struzzo, abituato a vivere nella savane e nelle fasce semidesertiche, si adatta bene agli sbalzi di temperatura, agli inverni freddi e anche alle nevicate: teme solo i climi troppo umidi e le piogge abbondanti. La sua alimentazione è simile a quella del pollo e del tacchino e richiede l’apporto di cereali, foraggi e mangimi a base vegetale.

Come cucinare la carne di struzzo

La carne di struzzo, inizialmente, veniva consumata sotto forma di “biltong”, strisce di carne essiccata. Gli utilizzi più pregiati dal punto di vista gastronomico, però, arrivano solo con la sua affermazione sui mercati internazionali. E in particolare in Italia. Il taglio più pregiato è indubbiamente il filetto, che arriva dalla parte dell’animale sopra la coscia. Tenerissimo e privo di grasso, è ottimo dopo una cottura alla griglia al sangue o addirittura servito crudo – a mo’ di carpaccio – con olio extravergine d’oliva. Da provare anche i filetti di struzzo con aceto balsamico. I filetti di struzzo, ognuno con un peso che oscilla tra i 400 e i 600 g, sono particolarmente adatti anche per la tagliata. Dalla coscia arrivano invece ottime bistecche di struzzo, ma anche fettine e scaloppine. Con lo struzzo, poi, si possono preparare anche dei salumi: prosciutti, salsicce, salami, wurstel e addirittura bresaola. Per non parlare degli hamburger. Nonostante sia un uccello, la carne di struzzo è infatti una carne rossa. Per questo, in linea di massima, lo struzzo è buono per ogni preparazione per la quale si utilizzano il manzo e il vitellone, in particolare per le carni grigliate. Rispetto ai quali, però, la carne di struzzo presenta tempi di cottura inferiori.

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Oltre all’ottimo sapore, il vero punto di forza della carne di struzzo è però nei suoi valori nutritivi. Facilmente digeribile, la carne di struzzo è poverissima di grassi (inferiori all’1%) e di colesterolo. Il contenuto di omega 3 è addirittura 70 volte superiore a quello contenuto nel tacchino. Il contenuto proteico supera il 21% con un livello di amminoacidi essenziali pari a quello delle altre carni. È ricca di minerali, in particolare ferro e fosforo, ma povera di sodio. Cento grammi di carne di struzzo forniscono solo 105 kcal. Non a caso, diversi regimi dietetici prevedono il suo utilizzo. Con simili caratteristiche, lo struzzo è dunque destinato a diventare un ingrediente sempre più italiano e meno esotico. Da consumare regolarmente per il suo gusto e le sue proprietà salutari.

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